venerdì 6 aprile 2007

Un Sushi.. di benvenuto..

Sapevo che ci avrei guadagnato a tornare a Paris: questa città ha il potere di dare ispirazione e pacatezza a chiunque. L'arrivo stavolta è stato caratterizzato da alti tassi di rincoglionimento: ringrazio mia sorella per avermi fatto indirettamente venir prendere all'aeroporto da JYS mentre lei si faceva ore di viaggio nel treno più brutto del mondo: RER trattata Roissy - Paris, caratterizzata da odore pungente, chiacchierate inutili di turisti, eccessivi sintomi di sudorazione per finire con fermate continue in stazioni odiate.
Il programma a dire il vero era di andare dal libanese, ma uscendo di casa alle 10 e 30 i proprietari del luogo in cui affondare i propri vizi di gola ci hanno cortesemente mandato a quel paese, nonostante il nostro essere discreti abitués.
A questo punto la gente si potrebbe pure incazzare, a Parigi, non Bra, è possibile trovare un posto con un prezzo discreto la cui cucina non chiuda prima di una certa ora? La risposta è si, basta trovare un posto in cui la cucina non cuoce..

Se non conoscete rue monsieur le prince vi consiglio di farci una passeggiatina un giorno che visiterete Parigi.
Si tratta di una ridente stradina universitaria invasa da milioni di ristoranti giapponesi tutti dello stesso proprietario (se non tutti almeno il 90%) di un simpatico livello qualitativo e che presentano tutti gli stessi me
nùs... quest'opera commerciale non so se sia intelligente, fatto sta che adesso in tutta Parigi questa via è conosciuta per la sua peculiarità e che i ristoranti sono.. tutti a strafottere!
Eccoci dunque seduti al nostro tavolo, con 12,90 di menù più un accompagnamento di una buona Asahi si dimentica completamente il mito del "Sushi Effect" ovvero: dopo aver mangiato sono pieno come un otre, ma dopo 10 minuti ho una fame da far schifo.
Ok lo ammetto magari non è il vero sushi e dubito che in Giappone abbiano degli spiedini di carne con formaggio (cristo quanto sono buoni...) ma in fondo la birra lo è per cui basta è avanza per rendere la cena Japanese.
Ah.. non dimenticatevi quando vi alzate da tavola di ordinare il saké, discretamente buono e fruttato in questo caso, il caro cameriere con espressione di colpa per non averlo portato prima (i Giapponesi sotto questo punto di vista sono realmente i migliori!!!) alla mia richiesta di portare del nettare alcolico di riso si è presentato con 5 microtazzine da "avaler" in un sol colpo.
Per ora vi lascio (non per un mese) ma per ritrovarci domani con il completamento del quadretto giapponese.


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